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Riprendere il cammino

Da più di due anni non scrivo nulla su questo blog. Oggi però ho capito che era un peccato lasciarlo andare in disuso dopo l’impegno degli inizi.

Ma un amico che ti chiede cosa di preciso sia Gandalf, può fare tornare a galla tutto l’amore per Tolkien, per i suoi racconti che tanto regalano all’immaginazione ed al cuore.

E allora, come sempre, la strada riprende.

Matteo

In memoriam

John Ronald Reuel Tolkien

 

2 settembre 1973 – 2 settembre 2013

 

“Oltre i confini del mondo, vi è più del ricordo”

Nuova collezione di testi che ispirarono il professore

Italo Calvino soleva dire che l’ispirazione non è qualcosa che arriva così in un momento, ma una conquista lenta e faticosa, fata di molti fogli abbozzati e stracciati. Più esplicitamente diceva che “l’ispirazione sono le nove ore col culo sulla sedia”.

Certamente Tolkien non si sottrasse al duro lavoro della scrivania, spesso infruttuosa, ma ebbe ottimi alleati; i testi che lo ispirarono. La casa editrice Penguin sta preparando una edizione delle opere che egli tenne in conto nel preparare i suoi capolavori e la sua riscrittura dei miti nordici nei libri che tutti amiamo.

La collezione dovrebbe essere lanciata a novembre di questo anno. Per ulteriori informazioni leggere a questo link.

“S.H.I.R.E.” Il progetto per incoraggiare la lettura di Tolkien tra i bambini

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Traduciamo qui sotto un breve post del sito “TheOneRing.net’s” su un interessante progetto per l’infanzia. Interessante come ci si offra di acquistare libri per le scuole quando i fondi scarseggiano. Sarebbe un bell’esempio per proporre forse iniziative analoghe in Italia, non solo riguardanti Tolkien ma i grandi della nostra letteratura.

Potete ricordare la vostra età quando avete letto per la prima volta “Lo Hobbit” o “Il Signore degli Anelli”? Per la maggior parte di noi, se non tutti, queste storie hanno cambiato la nostra vita drammaticamente, non importa a che età abbiamo iniziato a leggere queste storie; possiamo difficilmente immaginare le nostre vite senza l’influenza di Tolkien.

Ma dove le scuole incontrano al giorno d’oggi difficoltà nell’ottenere un finanziamento molti ragazzi corrono il rischio di una adolescenza senza Tolkien. Fortunatamente TheOneRing.net ha fatto il primo passo per cercare i offrire un rimedio a questa situazione.

Il sito accetta donazioni per inviare copie de “Lo Hobbit” di Tolkien alle scuole come modo per incoraggiare l’educazione letteraria tra i bambini, uno sforzo che i curatori hanno soprannominato S.H.I.R.E. Project (Sharing the Hobbit to Improve REading).

Per informazioni e donazioni vi preghiamo di visitare TheOneRing.net’s.

Per l’articolo in lingua originale vedi TheOneRing.net’s

 

Lo Hobbit – Desolation of Smaug

Appena uscito il trailer italiano de “Lo Hobbit- Desolation of Smaug”

Apprezzate, condividete e commentate!

 

 

Aulë il fabbro

Continua la nostra rassegna sui Valar. Quest’oggi è la volta di Aulë, uno degli otto Aratar.

Egli è detto il Fabbro nelle varie lingue della Terra di Mezzo, ma i Nani lo chiamano anche Mahal, che significa “il Grande”. Questo epiteto, per vari motivi che vedremo i nquesto breve articolo, risulta certamente appropriato al personaggio. Egli è inoltre considerato particolarmente affezionato a tutto ciò che riguarda la terra ed i metalli. Durante la creazione di Arda infatti, Aulë fu per lo più impegnato nella creazione dei continenti e delle montagne. Sue creazioni sono le Due Lampade, che prima dei Due Alberi furono le luci di Arda. Dalle mani di Aulë furono creati anche la catena con la quale venne imprigionato Melkor, Angainor, e i vascelli del Sole e della Luna. In particolare Angainor fu il suo capolavoro e venne chiamata così perchè in Quenya il suo nome significa proprio “colei che opprime”, per il compito che ebbe di tattenere il Signore del male nelle aule di Mandos. Sua sposa è Yvanna Kementàri, di cui abbiamo trattato poco tempo fa.

Il carattere di Aulë è forse il più particolare fra quelli di tutti i Valar, poiché è il più simile a quello di Melkor: a differenza di questi, tuttavia, egli non divenne malvagio. La sua passione per creare cose nuove nel nome di Eru lo spinse ad ideare una propria razza, i Nani, nell’attesa che apparissero i Figli di Ilùvatar. Quest’ultimo però sapeva della creazione della nuova razza, e lo ammonì per la sua opera; mettendolo alla prova, riconosce la sua fedeltà e accetta di avere le creature come figli adottivi, dandogli coscienza e vita. Se infatti non avesse accettato i Nani sarebbero stati semplici fantocci nelle mani di Aulë.

Eru aveva però disposto che gli Elfi sarebbero dovuti essere i primi a giungere in Arda, e quindi ordinò ad Aulë di nascondere i sette Padri dei Nani in luoghi remoti dove avrebbero dovuto attendere un momento più adatto per il loro risveglio. I Nani credono che Aulë riservi un posto anche per loro nelle Aule di Mandos e che, dopo l’Ultima Battaglia, egli li richiamerà a lui per aiutarlo a ricostruire il mondo.

È da notare che Sauron e Saruman, i più forti nemici della Terza Era, erano in origine aiutanti di Aulë, per poi divenire malvagi e bramosi di potere.

Quando gli Elfi giunsero a Valinor, i Noldor furono coloro che più rimasero affascinati dalle arti di Aulë. Feanor fu il suo più grande allievo, che grazie ai suoi insegnamenti raggiunse le più alte vette dell’arte creando i Silmaril, le tre preziose gemme al centro di tutta la narrazione del Silmarillion. Durante l’Esilio dei Noldor, quelli che ritornarono in Valinor seguendo Finarfin chiamarono se stessi Aulendur, Seguaci di Aulë.

 

Voli tolkieniani?

Per chi non avesse ancora avuto il piacere pubblichiamo questo simpatico video, invitando chi ne abbia la possibilità a farsi un bel giro in Nuova Zelanda per ammirare i paesaggi delle riprese cinematografiche di Peter Jackson!

In volo per la Nuova Zelanda!

La guida alla terra di mezzo su Google libri

Su Google libri si può trovare il bel volume Guida alla Terra di Mezzo di Colin Duriez. Una risorsa utilissima per chiunque voglia imparare di più sul mondo di Arda e sulla poetica di Tolkien.

Ulmo, signore del mare

Continua la rassegna sui Valar e le Valier che da una settimana ci fa conoscere questi bellissimi personaggi del Pantheon di Arda. Quest’oggi è la volta di Ulmo, altro importante personaggio del Silmarillion.

Ulmo, come gli altri Valar, compare nel Silmarillion, il libro composto di cinque racconti sull’origine del mondo di Arda che non fu pubblicato da Tolkien, ma che uscì postumo ad opera del figlio Cristopher. Nelle altre opere i Valar ed Illuvatar non sono quasi mai nominati, proprio perchè intelligentemente Tolkien, fortemente cattolico, non volle inserire una scontata apologia dell’esistenza di Dio nella propria opera. Questa presenza sarebbe stata tanto banale quanto più esplicitata. Il professore optò invece per rendere la presenza di Illuvatar e dei suoi “angeli” molto più nascosta e discreta. Fatta questa premessa, parliamo di Ulmo.

Ulmo deriva dalla lingua quenya; in particolare dal nome Ulubôz, Ullubôz, connesso col verbo ulya (versare) ed il suffisso –mo (indicante l’agente). Significa quindi “colui che versa”; l’etimologia sembra calzante poichè Ulmo è il Vala che presiede ai mari ed agli oceani.

In ordine di importanza Ulmo è il terzo vala per maestosità e potenza, dopo Manwë, al quale è legato da forte amicizia, e Varda. Al contrario odia ed è odiato da Melkor, signore del male, il quale rifugge il mare che non può essergli asservito in  alcun modo. Il padrone dei mari non dimora a Valinor (le terra al di là del mare) dopo il suo arrivo in Eä, ma preferisce la compagnia degli esseri acquatici, i mari ed i fiumi della terra di mezzo. Il suo palazzo, Ulmonan, è situato sul fondo di Ekkaia, il “mare circondante” (vedi a questo link ).  Per il fatto di essere padrone di tutte le acque Ulmo si mantiene in contatto con tutta Arda fino a sapere più cose di Manwë sull’andamento del mondo. Per questo si dice che egli viva nelle vene del mondo.

Raramente Ulmo si riunisce con gli altri Valar nel Mahanaxar, l’anello del destino, sede delle adunanze degli esseri celesti inviati da Illuvatar. Interviene solo se convocato in situazioni critiche (le circostanze riguardanti Melkor ad esempio) e pochissime volte si mostra come un essere antropomorfo. La sua forma potrebbe terrorizzare qualsiasi uomo o elfo, poichè egli si presenta come una gigantesca onda, rivestito di una scintillante armatura verde mentre suona i grandi Ulunùri, i suoi giganteschi corni. Il suo carro, come quello di molte creature acquatiche della mitologia o delle antiche saghe, è trainato da un’otaria e da un narvalo, gli unici animali che con la balena di Uin vivono nel grande oceano esterno.

Ulmo ha un vassallo, Ossë, marito di Uinen, i quali sono tra i Maiar più conosciuti (Ainur di grado minore entrati in Ea per aiutare i Valar ed associati ad alcuni in particolare). I due sono più volte utili ad Ulmo per conoscere più da vicino Elfi e uomini.

Ulmo è da sempre amante degli Elfi, e si oppone al disegno di Oromë (il Vala che assitette al risveglio degli Elfi) di portare questi ultimi su Aman. Ebbe un ruolo importantissimo nella caduta di Melkor, avendo consigliato la costruzione di Gondolin e Nargothrond (due importanti fortezze). Appare a Tuor sulla riva del mare (vedi immagine), consegnandogli un messaggio per la fortezza di Gondolin, in veste di messaggero. In tal modo sarà anche la causa del matrimonio tra Tuor ed Idril (figlia di Turgon, signore di Gondolin), i quali genereranno poi Eärendil il Beato, causa ultima della caduta di Melkor. Elwig, moglie di Eärendil, viene salvata da Ulmo durante il saccheggio dei porti di Sirion; questo le permetterà di portare un Silmaril al marito. La gemma sarà indispensabile ad Eärendil per raggiungere Valinor, il reame beato dei Valar, per chiedere aiuto contro Melkor ed ottenere il loro intervento salvifico. Inoltre si fece protettore della causa di Eärendil difendendolo dalla potenziale ira di Mandos, il giudice; questi infatti è il vala che, per volontà di Eru, impersona la giustizia, ed è noto per la propria intransigenza.

Si capisce bene dunque anche il ruolo di Ulmo alle origini e nella storia della terra di mezzo. Una sorta di Poseidone di Arda, ma con qualità angeliche e di coadiutore del bene e della sua causa nelle vicende del mondo e nella lotta contro il male e Melkor. Una figura certamente particolare ma che non manca di suscitare una certa simpatia.

Alcune curiosità sulla figura di Ulmo

Ulmo possiede gli Ulumúri, corni di foggia insolitaa, perché costituiti di molte conchiglie a spirale ed appuntite, tenute assieme da argento fuso e collegate ad un’imboccatura di madreperla e rare perle nere. A partire dalla preziosa imboccatura, lo strumento si ramifica in sette corni, ognuno di lunghezza, larghezza e timbro diversi.

Gli Ainur, gruppo progressive rock italiano, hanno composto un brano intitolato Ulmo’s Voice, contenuto nel loro primo disco From Ancient Times del 2006. Il brano narra di Ulmo, signore delle acque, fattosi presente nei pensieri di Finrod e Turgon, mentre mostra loro le future roccaforti di Gondolin e Nargothrond.

Varda Elentári

Varda Elentári è la Vala di cui vi voglio parlare nel post di oggi sui principali Valar. Innanzi tutto dobbiamo partire dal significato del suo nome per capirne il personaggio. Varda significa sublime in quenya, ed Elentári significa Signora delle Stelle; in Quenya essa viene anche chiamata Tintallë (Colei che accende). In Sindarin, la lingua degli Elfi Grigi, è anche conosciuta come Elbereth (Signora delle Stelle), Gilthoniel (colei che accese le stelle) e Fanuilos (Sempre-Bianca). In Telerin, l’idioma da cui discende il Sindarin, è chiamata Baradis.

Varda fu la prima ad intuire la vera natura malefica di Melkor, ancora prima dell‘Ainulindale, e quando questi iniziò la sua opera maligna è sempre questa vala a rendersi conto delle sue intenzioni. Melkor, per questo motivo, teme Varda più di ogni altro Valar. Nelle leggende e nei racconti di Arda si dice che sia troppo bella per essere descritta con parole, dato che il suo viso risplende della luce di Eru Illùvatar. Vive con Manwë sulla cima di Taniquetil, la montagna più alta di Valinor (le terre al di là del mare, il regno beato dei Valar).

Varda è la creatrice delle stelle, le più belle e importanti delle quali realizzate usando i germogli di Telperion, uno dei Due Alberi che illuminavano la Primavera di Arda. Sui due alberi e la loro vicenda dedicheremo un post in futuro.

File:Varda Elentári.jpg

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