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Oromë

Dopo alcuni mesi di pause riprende la nostra rubrica sui valar, le valier, la loro storia ed i loro nomi. Per le puntate precendenti potete consultare la pagina “Personaggi di Arda”.

Il Valar che oggi presentiamo è la figura di Oromë il cui nome in lingua Quenya significa “Corno Suonante” e che è conosciuto e nominato anche come Aldaron, Araw, Béma, Tauron, Il Grande Cacciatore, Il Grande Cavaliere e Signore di Foreste.

Durante l’epoca dei due alberi, nella quale molti dei Valar si ritirarono a Valinor, in Aman, dalla terra di mezzo, egli continuò la propria vita nelle forsete; così fu egli lo scopritore degli Elfi al loro risveglio a Culviénen.

Viene considerato fortissimo tra i cacciatori e fu impegnato nella lotta contro Morgoth; porta sempre con sè un grande corno da caccia, il Valaròma, capace col proprio suono di atterrire tutte le creature al servizio di Morgoth. Lo accompagna sempre il suo fedele destriero, enorme per la sua taglia, Nahar, dal manto bianco più della neve di giorno e grigio argento di notte, con zocoli dorati.

Oromë è fratello di Nessa e sposo di Vana.

Varda Elentári

Varda Elentári è la Vala di cui vi voglio parlare nel post di oggi sui principali Valar. Innanzi tutto dobbiamo partire dal significato del suo nome per capirne il personaggio. Varda significa sublime in quenya, ed Elentári significa Signora delle Stelle; in Quenya essa viene anche chiamata Tintallë (Colei che accende). In Sindarin, la lingua degli Elfi Grigi, è anche conosciuta come Elbereth (Signora delle Stelle), Gilthoniel (colei che accese le stelle) e Fanuilos (Sempre-Bianca). In Telerin, l’idioma da cui discende il Sindarin, è chiamata Baradis.

Varda fu la prima ad intuire la vera natura malefica di Melkor, ancora prima dell‘Ainulindale, e quando questi iniziò la sua opera maligna è sempre questa vala a rendersi conto delle sue intenzioni. Melkor, per questo motivo, teme Varda più di ogni altro Valar. Nelle leggende e nei racconti di Arda si dice che sia troppo bella per essere descritta con parole, dato che il suo viso risplende della luce di Eru Illùvatar. Vive con Manwë sulla cima di Taniquetil, la montagna più alta di Valinor (le terre al di là del mare, il regno beato dei Valar).

Varda è la creatrice delle stelle, le più belle e importanti delle quali realizzate usando i germogli di Telperion, uno dei Due Alberi che illuminavano la Primavera di Arda. Sui due alberi e la loro vicenda dedicheremo un post in futuro.

File:Varda Elentári.jpg

Valar e Valier

http://marialombideezpeletaart.files.wordpress.com/2008/06/957-valar-ainu-small.jpg

Dopo aver scritto qualche giorno fa un posto riguardo a Eru Illuvatar ho deciso di procedere sistematicamente nella presentazione dei personaggi di Arda, partendo dai più potenti e gloriosi, i Valar.

Nell’universo di Arda essi occupano un posto di tutto rispetto, essendo le creature più vicine a Eru Illùvatar e coloro che, nella grande sinfonia cosmica, ognuno al proprio posto e cantando la propria parte di armonia, sono preposti a dare forma al mondo. Questi esseri compaiono nel Silmarillion, alle prime righe. Vivono a Valinor, le terre al di là del mare, e sono annoverati tra gli Ainur (che in Quenya significa “i primi”). Appunto tra gli Ainur, i Valar sono coloro che hanno deciso di vivere in Ea.

Per precisare ulterirmente i termini prima di proseguire bisogna sapere che Ea è l’universo inteso come “ciò che è”. “Ea” infatti è la parola pronunciata da Illùvatar per creare il mondo, ed in Quenya significa “Sia!”. Gli Ainur dunque, dopo il comando di Illùvatar stesso, eseguirono la grande sinfonia della creazione, narrata nell’Ainundale, coadiuvandolo nel dare forma al creato.

I Valar furono gli Ainur che scelsero di abitare in Ea, e sono gli esseri in essa più potenti e gloriosi, facendo parte dei “primi”. Essi compirono questa scelta dopo aver preso parte alla visione di Illuvatar stesso durante la grande musica degli Ainur, nella quale poterono fare esperienza della visione del mondo creato da questa e dei figli di Illùvatar, da lui pensati fin dal principio. Essi furono ideati da Tolkien come un contraltare agli dei del bacino mediterraneo, per creare con essi un ciclo di mitologia nordica. Dai “cugini” mediterranei tuttavia essi raccolgono alcune caratteristiche (essere cacciatori, piuttosto che amanti della natura e di ciò che cresce, piuttosto che degli animali ecc.). Una importante differenza sta nel fatto che essi sono soggetti ad una “divinità” unica, che porta inequivocabilmente i tratti del Dio cristiano. Illùvatar è infatti sommamente saggio, lungimirante, onnipotente.

Tra gli Ainur, come noto, Morgoth (o Melkor) rappresenta invece in sostanza il maligno. Egli non volle sottostare al comando di Illuvatar e, per tracotanza, decise di cantare un proprio tema musicale che Illuvatar cercò più volte di correggere ma che alla fine lo costrinse ad allontanare questa malvagia e potentissima personalità. Dalla visione dei figli di Illuvatar egli fu sempre invidioso nei loro confronti, le creature predilette di Eru Illùvatar, e cercò sempre di distruggerli. Proprio al suo potere sarà soggetto Sauron, l’antagonista principale del bene nel “Signore degli Anelli”.

Date queste principali notizie sui Valar inserisco qui una lista degli Aratar, i Supremi di Arda, che sono i Valar più importanti e rappresentativi. Solitamente Melkor/Morgoth è tolto dal novero, facendo sì che essi passino da nove ad otto. Nei prossimi giorni tratterò in una rubrica apposita di ognuno di loro, delle sue caratteristiche e delle sue vicende, sperando che essa venga apprezzata, condivisa e commentata!

Lista dei Valar e delle regine dei Valar (o Valier)

  • Manwë detto Súlimo, Re dei Valar, Supremo Sovrano di Arda, Signore dell’Aria;
  • Ulmo, Re del Mare, Signore delle Acque;
  • Aulë detto Mahal ovvero il Fabbro, Signore della Terra;
  • Oromë detto Aldaron, il Grande Cavaliere, Signore delle Foreste;
  • Námo detto Mandos, il Giudice, Signore della Morte e del Destino; fratello maggiore di Lòrien, risiede nelle Aule di Mandos
  • Irmo detto Lórien, Signore del Desiderio; fratello minore di Námo (o Mandos), e insieme sono indicati come Fëanturi (“I Signori degli Spiriti“). Di solito viene chiamato Lórien, dal luogo dove dimora, ed i suoi giardini che in Lórien sono situati, sono i più belli di tutta Arda. È il Signore delle Visioni e dei Sogni e il suo nome significa “Desiderante” o “Signore del Desiderio”.
  • Tulkas detto Astaldo, il Valoroso, il Campione di Valinor, Signore della Guerra
  • Melkor detto Morgoth, Oscuro Signore, Fiamma di Udun, Creatore del Male, Signore del Fuoco

Le Regine dei Valar (Valier)

  • Varda detta Elentári, Signora delle Stelle; sposa di Manwe Sùlimo
  • Yavanna detta Kementári, Palúrien, Dispensatrice di Frutti, Regina della Terra; sposa di Aulë
  • Nienna, Signora della Tristezza; è stato il suo pianto ad ispirare negli altri Dei misericordia verso i mortali
  • Estë la Guaritrice, Signora della Pace. Il suo nome significa riposo. Suo sposo è Irmo, e vive con lui nei giardini di Lórien in Valinor. Durante il giorno non cammina, ma riposa nell’isola del lago Lórellin. Dalle fontane di Irmo ed Estë chiunque abiti in Valinor può rinfrescarsi;
  • Vairë la Tessitrice, Signora della Storia; sposa di Mandos, tesse continuamente delle tele che raffigurano tutta la storia del mondo;
  • Vána la Sempregiovane, Signora della Primavera; sorella di Yavanna e sposa di Oromë. Al suo passaggio i fiori si aprono e gli uccelli cantano allegramente.
  • Nessa la Danzatrice, Signora della Femminilità; è nota per la sua velocità e la sua agilità, per la sua capacità di comunicare con i cervi che la seguono tra la natura e per il suo amore per la danza nelle terre sempreverdi di Valinor; sposa di Tulkas. È anche nota per la sua bellezza pura e per l’amore che suscita il suo sguardo.

 

Il tuo nome da Hobbit

Se l’altro giorno abbiamo potuto scoprire il nostro nome in Quenya, oggi vi propongo un link molto meno scientifico ma scherzoso e simpatico. Lo “Hobbit Name Generator”vi assegnerà un nome Hobbit; anche se ripeto, il criterio è completamente casuale, la cosa può essere simpatica! Buon divertimento! Hobbit name generator

E.L.F.

Con il primo post di oggi torniamo ad occuparci di lingue tolkieniane. Saltando di link in link e di sito in sito ho trovato qualcosa di interessante. Il sito della E.L.F. (Elvish Linguistic Fellowship), che si autodefinisce come un gruppo specialistico di studio appartenente alla Mythopoieic Society, la quale si occupa dello studio e della diffusione dell’opera degli Inklings (il circolo letterario dell’università di Oxford di cui fece parte anche Tolkien).

Il sito, molto ben organizzato, è in lingua inglese e porta sul web l’opera di questo gruppo di studiosi che, oltre ad occuparsi delle lingue di Arda, portano sul mercato pubblicazioni come volumi e alcune riviste (Vinyar Tengwar, Parma Eldalamberon ). Il gruppo cura anche il giornale on line Tengwestië.

Con un menù ben organizzato il sito offre la possibilità non solo di accedere a studi sulle lingue Tolkieniane, ma anche di accostarsi alle lingue che il professore utilizzò per costruirle. Ad esempio molto ampia è la sezione dedicata all’indo-europeo, al Greco, al Latino, alla storia della lingua e alla linguistica generale. Sono certamente strumenti un poco specialistici ma utili per chiunque voglia accostare con serietà questo vero e proprio universo.

Si trovano poi le sezioni dedicate alle tre riviste, una espressamente creata per gli errata corrige, e il link per il giornale on line Tengwestie (il nome in Quenya sta per “lingua”).

Altro link interessante è quello che conduce alla pagina della mailing list intitolata Lambengolmor.

A tutti gli appassionati di Elfico auguro buona lettura!

 

Scopri il tuo nome in Quenya!

Da subito, la prima curiosità di chi scopre una nuova lingua ha la curiosità di scoprire la pronuncia del proprio nome o almeno la sua traslitterazione. Al link che propongo trovate un blog molto ben curato e interessante, che comprende tra l’altro una sezione in cui scoprire il proprio nome in Quenya, non con una semplice traduzione ma anche con la spiegazione delle radici lessicali presenti nel nome e della loro traduzione nel principale idioma di Arda. A tutti buon divertimento!!!

Scopri il tuo nome in Quenya a questo Link!

il nome di Arda scritto in Tengwar

Le lingue per Tolkien: molto più di un hobby!

Oggi sulla vetrina di wikipedia trovate esposta la voce “Quenya”, riguardante una delle più famose lingue create da J. R. R. Tolkien. La ripropongo in parte qui invitandovi ad approfondire l’argomento molto interessante. Aggiungo solo che il creare lingue riferibile al nostro autore preferito non fu solo un esercizio di stile o un hobby. Il codificare un sistema linguistico e fonetico era funzionale all’operazione che il professore portò avanti per tutta la vita nel cercare di creare un grande ciclo di saghe su modello dei cicli nordici, che egli sapientemente usò per creare le proprie opere ed i propri personaggi. Tolkien dovette inventare delle lingue appositamente per i propri racconti perchè la fonetica e il modo di “dire le cose” non era estraneo al “narrare sapienziale” dell’autore, che in questo rispecchia l’operazione fatta dal mito o dai redattori biblici, ma anche da motlissimi altri autori lungo la storia dell’umanità. Tutti questi sembrano motivi validi per conoscere meglio le lingue e gli idiomi tolkieniani.   

Qui di seguito la voce di wikipedia

« Elen síla lúmenn’omentielvo » « Una stella brilla sull’ora del nostro incontro »
(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, Libro I, Capitolo III, p. 119)

Il quenya (IPA: /ˈkʷɛnja/)[1] è una lingua artificiale di Arda, l’universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Denominato qenya fino alla seconda metà degli anni quaranta,[2] venne sviluppato ininterrottamente a partire dal 1912 fino alla morte del suo creatore.

Parlato dalle razze elfiche dei Noldor e dei Vanyar, che raggiunsero Valinor e poi migrarono verso la Terra di Mezzo, il quenya è un idioma fittizio ma grammaticalmente e storicamente realistico. Originario di Aman, sarebbe poi stato sviluppato dagli Eldar sulla base di una lingua precedente, denominata eldarin comune, mantenendo ancora tutte le caratteristiche principali del primo linguaggio elfico.[3]

Quest’idioma, come gli altri linguaggi ideati da Tolkien, è il risultato di processi linguistici “graduali” comuni a tutte le lingue elfiche, con le quali infatti condivide buona parte del lessico, della grammatica e della fonologia.[4] All’interno di Arda questa lingua, nonostante la sua “fama” di lingua letteraria,[5] venne presto soppiantata dal Sindarin, rimanendo in uso solo presso i più colti o come lingua scritta.[6]

Essendo stata creata puramente per scopi artistici, questa lingua non ha tuttora regolazioni ufficiali, nonostante ci siano molte fonti e siti considerati autorevoli dagli esperti e dagli appassionati della lingua. Tuttavia buona parte del lavoro svolto da Tolkien è inedito.

Da un punto di vista grammaticale la lingua ha un complesso sistema flessivo, basato principalmente sul finlandese,[7] e un gran numero di affissi e prefissi. Da un punto di vista fonetico, invece, la lingua è molto simile al latino e alle lingue romanze, in particolare spagnolo e italiano.[8]

Qui la voce completa di wikipedia

 

simonebocchetta

Qui all'ombra si sta bene (A. Camus, Opere, p. 1131)

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