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Manwë

The Creation of the Two Trees figured in Tolki...

The Creation of the Two Trees figured in Tolkien’s fantasy world, Arda (Photo credit: Wikipedia)

Manwë (o Súlimo) è nella cosmogonia di Ea il Signore dei Valar ed il re di Arda. Nella mente di Illùvatar, dalla quale è generato assieme a tutti gli altri Ainur, è fratello di Melkor, il Signore del Male. E’ sposo di Varda Elentàri, di cui parleremo in un prossimo post. Vive sopra il monte Taniquetil, il più alto del mondo. A motivo di questa collocazione sono suoi servitori i venti, le correnti d’aria e le Aquile. Già da queste prime righe scorgiamo una doppia ispirazione che potrebbe aver aiutato Tolkien nel dare forma a questo personaggio. Infatti egli è assimilabile da un lato allo Zeus greco, avente un rapporto speciale con le Aquile, simbolo di potenza. Dall’altro scorgiamo nei tratti e nelle vicende che riguardano Manwë una forse somiglianza di tratti con l’arcangelo Michele. Questi infatti è nella cosmologia cristiana il potente guerriero celeste che abbatte il maligno, originariamente simile a lui, in quanto Lucifero all’origine è considerato il più bello degli angeli di Dio. Questa ultima figura è notoriamente l’ispiratrice del personaggio di Melkor.

Manwë, subito dopo Melkor, è il più grande e potente degli Ainur, ma a differenza del proprio antagonista è anche colui che riesce meglio a capire la voluntà di Eru Illuvatar, la visione e la grande sinfonia cosmica. Per questo fu molto istruito nei segreti della musica degli Ainur, sulla sorte di Mandos, sulla venuta degli uomini, sulla fine del mondo e sulla seconda musica. Proprio al primo atto cosmogenetico della sinfonia, mentre Melkor cerca di cantare un proprio tema per la tracotanza di non voler sottostare al tema di Eru, è Manwë a prendere le redini della situazione e a farsi interprete del tema principale.

Dopo la formazione di Arda Manwë e gli altri Valar (il nome dato agli Ainur più innamorati della creazione di Eru) decidono di vivere in essa. Manwë riceve da Illuvatar il compito di governare Arda in sua vece ed assume il titolo di Supremo Sovrano di Arda, in quanto vicario di Eru sulla terra. Tuttavia resta sempre a lui legato e spesso, raggiungendolo col pensiero, può conversare con lui.Ha quindi un posto di preminenza in Arda. A lui solo è concesso di volare una volta che i Valar sono entrati in Ea; è lui a guidarli nel loro volo attorno ad Arda. Sempre lui è colui che sovrintende all’opera di Aule a Valinor.

Tra le varie caratteristiche e poteri che gli sono attibuiti, oltre al volo, è colui che può penetrare tutto con lo sguardo (non solo in senso fisico, ma anche come profondità d’animo). Gli uccelli, essendo stati da lui creati, gli recano notizia. Le sue trompe hanno un suono fragoroso (che richiama fortemente la tromba dell’apocalisse), e grazie alla sua conoscenza della grande sinfonia cosmogonica recano un’eco favolosa di essa. Inoltre è un fine oratore, ad esempio nell’episodio del discorso da lui pronunciato per ingannare Melkor prima dell’incantamento. E sarà proprio Manwë a scagliare Melkor fuori della porta della notte.

Gli Elfi apprendono da lui canti e poesie. Solo Manwë sa dove si reca l’anima dell’uomo dopo la morte; egli è un guardiano gentile e generoso, talmente libero dal proprio potere da non riuscire acomprendere la malvagità del fratello. Infatti dopo la prima prigionia di Melkor, durata tre ere, è lui a rilasciarlo da Mandos, permettendogli di causare la diffidenza di Feanor, l’avvelenamento dei due alberi, l’uccisione di Finwe, il ratto dei Silmaril (le tre preziosissime gemme da cui prende nome il Silmarillion) e la rivolta dei Noldor. Manwë per conservare la luce dei due alberi fa in seguito realizzare da Aule il sole e la luna, anche perchè sa dell’imminente risveglio degli Atani, e manda a proteggere questi ultimi le Aquile e Thorondor.

Dopo la caduta di Melkor è Manwë a gettare il proprio nemico al di là dei confini di Ea. Sarà poi nell’Ultima Battaglia (l’evento che metterà fine ad Arda e dopo il quale verrà la seconda musica degli Ainur, alla quale parteciperanno anche gli uomini) che i due si affronteranno nuovamente sui campi di Valinor.

 

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Valar e Valier

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Dopo aver scritto qualche giorno fa un posto riguardo a Eru Illuvatar ho deciso di procedere sistematicamente nella presentazione dei personaggi di Arda, partendo dai più potenti e gloriosi, i Valar.

Nell’universo di Arda essi occupano un posto di tutto rispetto, essendo le creature più vicine a Eru Illùvatar e coloro che, nella grande sinfonia cosmica, ognuno al proprio posto e cantando la propria parte di armonia, sono preposti a dare forma al mondo. Questi esseri compaiono nel Silmarillion, alle prime righe. Vivono a Valinor, le terre al di là del mare, e sono annoverati tra gli Ainur (che in Quenya significa “i primi”). Appunto tra gli Ainur, i Valar sono coloro che hanno deciso di vivere in Ea.

Per precisare ulterirmente i termini prima di proseguire bisogna sapere che Ea è l’universo inteso come “ciò che è”. “Ea” infatti è la parola pronunciata da Illùvatar per creare il mondo, ed in Quenya significa “Sia!”. Gli Ainur dunque, dopo il comando di Illùvatar stesso, eseguirono la grande sinfonia della creazione, narrata nell’Ainundale, coadiuvandolo nel dare forma al creato.

I Valar furono gli Ainur che scelsero di abitare in Ea, e sono gli esseri in essa più potenti e gloriosi, facendo parte dei “primi”. Essi compirono questa scelta dopo aver preso parte alla visione di Illuvatar stesso durante la grande musica degli Ainur, nella quale poterono fare esperienza della visione del mondo creato da questa e dei figli di Illùvatar, da lui pensati fin dal principio. Essi furono ideati da Tolkien come un contraltare agli dei del bacino mediterraneo, per creare con essi un ciclo di mitologia nordica. Dai “cugini” mediterranei tuttavia essi raccolgono alcune caratteristiche (essere cacciatori, piuttosto che amanti della natura e di ciò che cresce, piuttosto che degli animali ecc.). Una importante differenza sta nel fatto che essi sono soggetti ad una “divinità” unica, che porta inequivocabilmente i tratti del Dio cristiano. Illùvatar è infatti sommamente saggio, lungimirante, onnipotente.

Tra gli Ainur, come noto, Morgoth (o Melkor) rappresenta invece in sostanza il maligno. Egli non volle sottostare al comando di Illuvatar e, per tracotanza, decise di cantare un proprio tema musicale che Illuvatar cercò più volte di correggere ma che alla fine lo costrinse ad allontanare questa malvagia e potentissima personalità. Dalla visione dei figli di Illuvatar egli fu sempre invidioso nei loro confronti, le creature predilette di Eru Illùvatar, e cercò sempre di distruggerli. Proprio al suo potere sarà soggetto Sauron, l’antagonista principale del bene nel “Signore degli Anelli”.

Date queste principali notizie sui Valar inserisco qui una lista degli Aratar, i Supremi di Arda, che sono i Valar più importanti e rappresentativi. Solitamente Melkor/Morgoth è tolto dal novero, facendo sì che essi passino da nove ad otto. Nei prossimi giorni tratterò in una rubrica apposita di ognuno di loro, delle sue caratteristiche e delle sue vicende, sperando che essa venga apprezzata, condivisa e commentata!

Lista dei Valar e delle regine dei Valar (o Valier)

  • Manwë detto Súlimo, Re dei Valar, Supremo Sovrano di Arda, Signore dell’Aria;
  • Ulmo, Re del Mare, Signore delle Acque;
  • Aulë detto Mahal ovvero il Fabbro, Signore della Terra;
  • Oromë detto Aldaron, il Grande Cavaliere, Signore delle Foreste;
  • Námo detto Mandos, il Giudice, Signore della Morte e del Destino; fratello maggiore di Lòrien, risiede nelle Aule di Mandos
  • Irmo detto Lórien, Signore del Desiderio; fratello minore di Námo (o Mandos), e insieme sono indicati come Fëanturi (“I Signori degli Spiriti“). Di solito viene chiamato Lórien, dal luogo dove dimora, ed i suoi giardini che in Lórien sono situati, sono i più belli di tutta Arda. È il Signore delle Visioni e dei Sogni e il suo nome significa “Desiderante” o “Signore del Desiderio”.
  • Tulkas detto Astaldo, il Valoroso, il Campione di Valinor, Signore della Guerra
  • Melkor detto Morgoth, Oscuro Signore, Fiamma di Udun, Creatore del Male, Signore del Fuoco

Le Regine dei Valar (Valier)

  • Varda detta Elentári, Signora delle Stelle; sposa di Manwe Sùlimo
  • Yavanna detta Kementári, Palúrien, Dispensatrice di Frutti, Regina della Terra; sposa di Aulë
  • Nienna, Signora della Tristezza; è stato il suo pianto ad ispirare negli altri Dei misericordia verso i mortali
  • Estë la Guaritrice, Signora della Pace. Il suo nome significa riposo. Suo sposo è Irmo, e vive con lui nei giardini di Lórien in Valinor. Durante il giorno non cammina, ma riposa nell’isola del lago Lórellin. Dalle fontane di Irmo ed Estë chiunque abiti in Valinor può rinfrescarsi;
  • Vairë la Tessitrice, Signora della Storia; sposa di Mandos, tesse continuamente delle tele che raffigurano tutta la storia del mondo;
  • Vána la Sempregiovane, Signora della Primavera; sorella di Yavanna e sposa di Oromë. Al suo passaggio i fiori si aprono e gli uccelli cantano allegramente.
  • Nessa la Danzatrice, Signora della Femminilità; è nota per la sua velocità e la sua agilità, per la sua capacità di comunicare con i cervi che la seguono tra la natura e per il suo amore per la danza nelle terre sempreverdi di Valinor; sposa di Tulkas. È anche nota per la sua bellezza pura e per l’amore che suscita il suo sguardo.

 

Il Vecchio Tobia, tolkien, gli hobbit, la pipa

L’erba pipa, come ogni appassionato di Tolkien deve sapere, è coltivata e fumata dagli Hobbit della contea, ma non dispiace anche agli uomini e agli stregoni. Questo prodotto è l’unica cosa che rende famosa la contea all’estero, che per il resto è semplicemente una terra di cui nessuno si cura veramente.

E’ interessante notare come sia “Il Signore degli anelli” che la Marijuana siano stati conosciuti dal grande pubblico negli anni ’60 e ’70 del novecento. E subito tra i conoscitori di entrambi erano scattati strani meccanismi che associavano il fumare ricreativo di Gandalf all’uso “ricreativo” della di questa droga. Come se non bastasse, molti, dopo aver visto i film di Peter Jackson dal 2001 in poi si sono chiesti cosa sia veramente l’erba fumata da Gandalf in molte scene del film, con la quale riesce anche a creare, dalla pipa, la figura di un galeone in una celebre scena de “La compagnia dell’anello”.

E allora dobbiamo cercare di chiarire cosa sia veramente il nostro “Vecchio Tobia” che tanto ci incuriosisce.

Bisogna proprio partire dalle abitudini di Tolkien per capire come mai egli abbia inventato l’Erba Pipa. L’autore infatti era un fumatore di pipa di tutto rispetto. Esistono molti documenti che testimoniano questo fatto, mostrandolo con in bocca la propria pipa. Inoltre egli si identificava con gli Hobbit, e forse per questo gli sono riusciti così simpatici e paciosi. Diceva spesso di essere un Hobbit di taglia larga!
Dunque come a lui piaceva fumare Tabacco, fece sì che la sua razza preferita della terra di mezzo fumasse la pipa.

Qualcuno potrebbe chiedersi “ma è veramente tabacco quello che gli Hobbit mettevano nelle pipe?”

Se a convincervi non basta il fatto che Tolkien fumasse tabacco, e che l’erba pipa sia semplicemente un “tabacco del fantasy”, dobbiamo analizzare iche ruolo avesse la marijuana quando le opere di Tolkien furono scritte. Se è vero che tale droga è conosciuta da tempi antichissimi, non è probabile che nel contesto sociale dell’epoca degli studi di Tolkien fosse così popolare. Egli probabilmente non la conosceva, pur essendo uno studente, e comunque non avrebbe potuto prevederne la successiva popolarità nel mondo.

 

Se ancora non siete convinti, guardiamo ai fatti. Basta leggere il prologo de “Il Signore degli anelli”, in cui Tolkien parla delle abitudini degli Hobbit, per capire cosa sia veramente l’Erba Pipa.

 “There is another astonishing thing about Hobbits of old that must be mentioned, an astonishing habit: they imbibed or inhaled, through pipes of clay or wood, the smoke of the burning leaves of a herb, which they called pipe-weed or leaf, a variety probably of Nicotiana. A great deal of mystery surrounds the origin of this particular custom, or ‘art’ as the Hobbits preferred to call it.”

Nicotiana” è la parola che costituisce la prova che il professore di Oxford pensasse semplicemente al tabacco, ma preferì dargli un altro nome più consono alle usanze degli hobbit e della contea.

Nelle interpretazioni cinematografiche di Peter Jackson l’interpretazione del fumanre l’erba pipa sembra prendere una piega più “rilassata” e, vagamente, da fumatori di marijuana. Lo si vede ad esempio in alcune scene con Merry e Pipino impegnati a fumare nella trilogia de “Il Signore degli Anelli” o nella scena del primo film de “Lo Hobbit” in cui Gandalf invita Radagast a fumare per rilassarsi. Lo sguardo di Radagast è abbastanza eloquente in merito.

Anche Saruman, che disprezza gli hobbit e cerca di distruggere la contea, apprezza però l’Erbe Pipa e ne fa uso. Nei “Racconti Incompiuti” è Gandalf a darci qualche notizia in merito.

“Both the silence and the smoke seemed greatly to annoy Saruman, and before the Council dispersed he said to Gandalf: ‘When weighty matters are in debate, Mithrandir, I wonder a little that you should play with your toys of fire and smoke, while others are in earnest speech.’

But Gandalf laughed, and replied: ‘You would not wonder, if you used this herb yourself. You might find that smoke blown out cleared your mind of shadows within. Anyway it gives patience, to listen to error without anger. But it is not one of my toys. It is an art of the Little People away in the West  merry and worthy folk, though not of much account, perhaps, in your high policies.’

Quindi esattamente cosa è questa Erba Pipa? In un mondo Fantasy come quello di Arda e della Terra di Mezzo non possiamo identificare cosa sia. Possiamo solo dedurre che Tolkien la attribuì agli hobbit, rednendoli un po’ più simili a sè stesso anche nel carattere di sobri fumatori di pipa.

Detto questo traete pure le vostre conclusioni e criticate pure questo articolo liberamente, ma ricordate: anche Saruman, nemico giurato degli hobbit, in segreto ne apprezzava l’Erba Pipa, da lui acquistata proprio nella contea.

Bilbo

Recentemente mi è ritornata una voglia irrefrenabile di vedere “Lo Hobbit”. Sebbene più lo riveda e più mi renda conto di alcune pecche come parti del doppiaggio e un po’ di prepotenza degli effetti speciali a computer molto presenti rispetto ai precedenti film di Peter Jackson, posso dire che è un gran bel film. Lo dico in modo esclusivamente soggettivo ed autoreferenziale. Questo preambolo per dire che a me Bilbo sta simpaticissimo; non tanto e solo per la versione che di lui danno i film con i grandissimi Martin Freeman e Ian Holm, ma proprio perchè la sua esperienza di uscire e scoprire il mondo vivendolo la trovo vicina a quella di ogni essere umano, e soprattutto di pogni giovane.

Oggi dunque vi ripropongo la riscoperta di questo bellissimo personaggio attraverso la voce molto ben curata di Wikipedia a questo link. Buona lettura!

 

Bilbo Baggins su Wikipedia

E.L.F.

Con il primo post di oggi torniamo ad occuparci di lingue tolkieniane. Saltando di link in link e di sito in sito ho trovato qualcosa di interessante. Il sito della E.L.F. (Elvish Linguistic Fellowship), che si autodefinisce come un gruppo specialistico di studio appartenente alla Mythopoieic Society, la quale si occupa dello studio e della diffusione dell’opera degli Inklings (il circolo letterario dell’università di Oxford di cui fece parte anche Tolkien).

Il sito, molto ben organizzato, è in lingua inglese e porta sul web l’opera di questo gruppo di studiosi che, oltre ad occuparsi delle lingue di Arda, portano sul mercato pubblicazioni come volumi e alcune riviste (Vinyar Tengwar, Parma Eldalamberon ). Il gruppo cura anche il giornale on line Tengwestië.

Con un menù ben organizzato il sito offre la possibilità non solo di accedere a studi sulle lingue Tolkieniane, ma anche di accostarsi alle lingue che il professore utilizzò per costruirle. Ad esempio molto ampia è la sezione dedicata all’indo-europeo, al Greco, al Latino, alla storia della lingua e alla linguistica generale. Sono certamente strumenti un poco specialistici ma utili per chiunque voglia accostare con serietà questo vero e proprio universo.

Si trovano poi le sezioni dedicate alle tre riviste, una espressamente creata per gli errata corrige, e il link per il giornale on line Tengwestie (il nome in Quenya sta per “lingua”).

Altro link interessante è quello che conduce alla pagina della mailing list intitolata Lambengolmor.

A tutti gli appassionati di Elfico auguro buona lettura!

 

Tolkien tra i banchi di scuola

Certo è che nelle aule scolastiche J. R. R. Tolkien si trovava bene, al punto di passarci tutta la vita per il suo lavoro di docente universitario. Non è così scontato tuttavia che anche le sue opere abbiano conosciuto lo stesso destino. Oltre che nelle università, dove Tolkien viene visto soprattutto come autore per ragazzi ed è un po’ snobbato, in molti casi, anche nella scuola primaria non è detto che la sua presenza sia favorita del tutto. Ricordo che nel libro antologico della terza media avevo in dotazione il brano della fuga dal Balrog a Moria, e ciò è lodevole. Tuttavia la prof preferì tralasciare questa bellissima pagina rocambolesca dell’opera di Tolkien per affrontare altri temi. Tuttavia spesso nelle antologie non si ha nemmeno la fortuna di vedere comparire qualche pagina del professore inglese. Un articolo del sito dell’associazione romana di studi Tolkieniani cerca di far luce sulla situazione delle scuole svedesi e di una collana antologica che dà ampio spazio a brani tratti da “Le due torri”. Speriamo che anche in Italia tra qualche tempo il papà degli Hobbit sia sdoganato nelle scuole!

Tolkien va a scuola… ma soltanto in Svezia!

Il 23 maggio esce un inedito di Tolkien!

Il 23 maggio prossimo in occasione dei quarant’anni dalla morte del nostro amatissimo autore uscirà nei paesi di lingua inglese un lavoro incompiuto di Tolkien sulla fine di Re Artù. A questo link l’articolo de “La Stampa”. Sicuramente sarà da non perdere!

Articolo de La Stampa

A questo link la pagina per prenotare una copia del libro su Amazon

Foto: Published in May, The Fall of Arthur is the world first publication of a previously unknown work by J.R.R. Tolkien, which tells the extraordinary story of the final days of England’s legendary hero, King Arthur. Available to pre-order now. http://amzn.to/Z7Loii

Samwise Gamgee e i tanti perché del mio amore per lui

Un bell’articolo di una superfan di Sam Gamgee!

Compagnia dei Dúnedain - Il gruppo di Tolkien a Torino

Ciao a tutti, sono Francesca, membro della Compagnia dei Dúnedain, e oggi ho deciso di parlarvi del personaggio che in assoluto preferisco di più de «Il Signore degli Anelli», ma prima, concedetemi una breve presentazione!

Generalmente mi definisco una Tolkieniana folle e penso sia così. Lo sono da quando avevo 15 anni, perché adoro il mondo che ha creato il Maestro, perché i suoi sono gli unici libri che rileggo e che amo rileggere (normalmente non lo faccio mai, ma cerco sempre libri nuovi) e ho perso il conto di quante volte ho visto i film.

Oggi una mia amica mi ha chiesto di scrivere un articolo su Sam, sul mio amato Sam!

Nel caso non si fosse capito, io… adoro letteralmenteSAM!

Per me è un piccolo e purtroppo sottovalutato eroe de Il Signore degli Anelli. È come se fosse dato per scontato, nel senso che viene…

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Paolo Gulisano, esperto Tolkeiniano

Tra le letture di questo periodo ho sottomano “Tolkien, il mito e la grazia” di Paolo Gulisano. L’autore è un appassionato della letteratura di Tolkien, Lewis e Chesterton e ha uno stile di scrittura divulgativo ma mai banale, semplice ma non scontato. Svela bene molti aspetti della scrittura del nostro autore preferito. Vale la pena scorrere alcune sue pagine per rendersene conto!

http://www.paologulisano.com/?cat=17

Marketing non convenzionale – Biciclette

Sono stato testimone della foto… io al marketing non ci pensavo nemmeno vedendo le bici 😉

A Simple netPaper

Marketing non convenzionale - Biciclette

Passeggiando ieri pomeriggio per Milano ecco cosa ho trovato per la promozione di un’attività, due normalissime biciclette “lucchettate” ad un palo completamente verniciate. Semplice ed efficace!! Così da invogliare la gente ad avvicinarsi e leggere le scritte sulla bicicletta. Idea non male!!

Alla prossima!!

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simonebocchetta

Qui all'ombra si sta bene (A. Camus, Opere, p. 1131)

The Flame Imperishable

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