Archivi categoria: Curiosità

Il “quartiere di mezzo”

A volte si fanno scoperte interessanti, e si capisce che la Terra di Mezzo non sta solo nei racconti del professore. Una città dei Paesi Bassi, Geldrop, ha dedicato tutto un quartiere ai nomi dei personaggi e dei luoghi di Arda. Un Album pubblicato su facebook ci testimonia i nomi delle vie con queste curiose fotografie. A chi non piacerebbe abitare in via Aragorn o in piazza Bofur?

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Anche Tolkien vittima delle teorie del gender

Pulp Fiction

Pulp Fiction (Photo credit: Wikipedia)

Cosa avrebbe detto il povero J. R. R. Tolkien se, all’inizio degli anni ’70, qualcuno gli avesse anticipato i contenuti delle a noi contemporanee teorie del gender? Certamente non avrebbe concordato, e anzi possiamo im

maginare che avrebbe potuto dissentie profondamente. Egli infatti fu conoscitore profondo dell’animo umano perchè prima di tutto conosceva i propri limiti ed i propri difetti, come ben testimoniano le sue lettere e, ancor di più, le sue opere.

Ancora di più tuttavia avrebbe potuto irritarsi se le sue opere, o opere ad esse ispirate, fossero state sottoposte a giudizi affrettati e grossolani. Lo fece più volte in vita; quando alcuni critici bocciarono la trilogia “The Lord of the rings” l’autore rispose prontamente che essi non avevano per niente capito ciò che ad essa soggiaceva. Era il mondo del mito, del racconto sapienziale; il mondo della mitologia nordica che il professore cercava di recuperare per ridonarla alla sua Inghilterra. A chi interpretava il suo mondo come evasione egli risponde

va che esso non era una terra diversa dalla nostra. Era la stessa terra, ma in un’altra epoca ed abitata in parte da creature diverse dagli uomini, con lingue diverse. Egli non l’aveva inventata ma solo scoperta. Da tutto ciò possiamo capire che avrebbe da ridire se potesse vedere oggi ciò che accade in Svezia.

Quale sia l’ultima trovata nordica in fatto di critica cinematografica

possiamo descriverlo in fretta. Le sale svedesi, o almeno molte di esse, hanno da poco adottato un nuovo criterio per giudicare le pellicole cinematografiche. Ci si chiede se esse rispettino e tutelino l’identità di genere. Perchè le donne non debbano sentirsi offese, secondo il cosiddetto “Bechdel test” nelle pellicole devono essere presenti almeno due donne, che parlino almeno una volta tra loro di argomenti che non siano gli uomini. Non c’entrano quindi scene p

iù o meno esplicite di nudo o le battute volgari sul “gentil sesso”.  Il criterio è quello sopra esposto.

Evidentemente il sopracitato test è l’ultimo modo in cui si cerca id

eologicamente di far passare in Svezia il becero concetto secondo cui la pari dignità di uomo e donna si otterrebbe a forza di omologazioni forzate anche in campo artistico.  L’iniziativa è piaciuta all’istituto statale dei film svedese, che ha dato il proprio sostegno a quello che pare quantomeno un test basato su un colossale errore di metodo. Numerose voci critiche si sono levate tra gli esperti che asseriscono che numerosissimi film di qualità non passano il test basato sulla metodologia indicata. Al contrario altre pellicole lo superano brillantemente, ma sono di qualità inferiore e il contenuto non è sempre edificante per la società. Per intenderci “Vacanze di Natale ’90” (cinepanettone con Christian De Sica e Massimo Boldi ) sorpasserebbe di gran lunga non solo “Lo Hobbit, Andata e ritorno” e la trilogia del “Signore degli Anelli”, ma anche altri film di

successo come “Star Wars” e “Pulp Fiction”.

Il 17 novembre viene organizzata dal canale televisivo Viasat film una maratona di pellicole scelte in base al Bechdel test.

Genderfollia allo stato puro.

Parodia de “Lo Hobbit” tra le novità dei Simpson

Vale proprio la pena godersi due minuti di questo trailer spassosissimo che forse farà storcere un pochino il naso ai puristi ma sa dire ancora una volta come il mondo di J.R.R. Tolkien abbia creato dei veri e propri classici ormai conosciuti da tutti anche grazie alle versioni cinematografiche. Buon divertimento!

La Terra di Mezzo si sposta a Montefiorino

La XX edizione di Hobbiton, manifestazione nazionale dedicata ai libri di J. R. R. Tolkien, avrà luogo quest’anno, dal 13 al 15 settembre, nel centro appenninico di Montefiorino (MO) .  L’evento è promosso, come ogni anno, dalla Società Tolkieniana Italiana
, che ogni anno sceglie location diverse per la manifestazione. Questa porta con sè non solo mercatini, musica e splendidi costumi da elfo, ma anche eventi culturali. Quest’anno sarà Valerio Massimo Manfredi, celebre archeologo ed autore di romanzi storici sull’antichità, a relazionare sul tema “Il fantastico e il mondo antico”. La conferenza è prevista per venerdì 13 settembre alle ore 20.30.

Altre conferenze renderanno ricco il programma della intensa tre giorni. Ci saranno anche numerosi eventi dedicati all’infanzia.

Qui sotto trovate il programma della manifestazione.

Venerdì 13 settembre:

conferenza del professor Valerio Massimo Manfredi dal titolo “Il Fantastico nel Mondo Antico” (18,30).

Sabato 14 settembre

alle ore 10,30 presentazione del libro di Paola Ramella dal titolo “Graphic novel fantasy. Il verde bisbiglio ed il viola pensiero” con testi di Guendal e disegni e colori di Paola Ramella,

ore 10,50 presentazione del libro di Oronzo Cilli dal titolo “J.R. R. tolkien – la bibliografia italiana del 1967 ad oggi”;

ore 11,10 conferenza di Claudio Testi (Istituto Filosofico di Studi Tomistici) dal titolo “Tolkien pagano o cristiano? Un approccio sintetico”;

ore 11,30 presentazione del libro del professor Luigi Pruneti su “A volte s’incontrano. Folletti, gnomi e oscure presenze in Toscana e nel mondo”;

ore 17 presentazione del libro di Giuseppe Grossi dal titolo “Terre di mezzo – poetiche e metafore tra Avatar e Il Signore degli Anelli”;

ore 17,20 presentazione dei libri di Ezio Ravasio dal titolo “I Guerrieri d’Argento” e “Altera”;

ore 17,40 presentazione del libro di Roberto Fontana dal titolo “Essecenta – I nomi della Terra di Mezzo”;

ore 18 conversazione con Gianluca Comastri su “Le lingue degli Elfi della Terra di Mezzo”; ore 18,20 presentazione del libro di Cristiano Ciardi dal titolo “I Confini di Trisa”.

Domenica 15 settembre

alle ore 10,30 Giuseppe Festa, scrittore e musicista, presenta il romanzo “Il passaggio dell’orso” (Salani) e parla del suo percorso artistico: dal fantastico tolkieniano alla magia della natura;

ore 10,50 Fabio Larcher, editore (EdizioniPerSempre), presenta i suoi autori e i loro lavori: Marta Leandra Mandelli- Ciclo di Oltremondo (Petali di rosa e fili di ragnatela, L’orizzonte delle Dimensioni), Fabrizio Valenza-Ciclo di Geshwa Olers (Il viaggio nel Masso Verde/La faida dei Logontras), Daniele Bello-Ciclo di Hoenir il druido (La Profezia).

Per ulteriori informazioni contattare

hobbiton@tolkien.it

info@tolkien.it

Sito della Società Tolkieniana Italiana

www.tolkien.it

I segreti digitali de “Lo Hobbit”

Una chicca per gli appassionati di cinema ed in particolar modo per chi voglia capire meglio come funzionano gli effetti speciali de “Lo Hobbit”. Alcuni mesi fa la Weta Digital, compagnia occupatasi della realizzazione in digitale del film ispirato alle avventure di Bilbo Baggins, ha realizzato un interessante filmato che mostra le varie fasi di realizzazione degli effetti digitali.

Per leggere l’articolo di theonering.com cliccate qui

Voglia di seconda colazione?

In questi giorni sono state lanciate queste simpatiche magliette adattissime a chi, come gli hobbit, necessita non di una, ma di due colazioni!

Per altre informazioni clicca qui

Monete commemorative della trilogia “Lo Hobbit””

Le poste della nuova Zelanda hanno emesso in questi giorni una serie di francobolli e monete commemorative della realizzazione della versione cinematografica de “Lo Hobbit” di Peter Jackson. I prezzi sono abbastanza ragionevoli ed il prodotto è di garantita qualità; un investimento sicuro per tutti gli appassionati di filatelia e numismatica lettori di Tolkien!

 

A questo link il sito delle poste neozelandesi

Nell’immagine sotto moneta in argento con l’immagine di Bilbo Baggins

Tales from the cards

Imazzi di carte speciali hanno esplorato con la loro produzione quasi tutto il mondo della fantascienza, del fantasy, dei manga e non solo. Ogni storia sembra adatta a dare personaggi che si adattino a giochi di ruolo, anche quando questi prendono la forma delle carte.

Sul blog Tales from the cards è possibile trovare una rassegna di carte da gioco per gli appassionati del genere fantasy, in particolare riguardanti i personaggi de lo Hobbit.

Certamente a non tutti i puristi potrebbe piacere la notizia, ma anch’essa fa parte del mondo che comprende Tolkien e le sue opere, o meglio, il mondo delle imitazioni, dei gadgets che, comunque, testimonia la fortuna dei libri del professore.

houses of the dead

Un Saruman in versione metal

Dobbiamo chiedere perdono ai lettori se ieri non abbiamo pubblicato nulla sul compleanno di Cristopher Lee, l’attore che nei film di Peter Jackson a ispirazione tolkieniana interpreta Saruman il Bianco. Oggi cerchiamo di farci perdonare pubblicando una notizia che troverà riscontro favorevole tra gli amanti dell’Heavy Metal. Lee ha infatti pubblicato, alla bellezza di novantuno anni d’età, un album musicale su Carlo Magno. «Sono metal da un sacco di anni, solo che non lo sapevo». Sono state le parole dell’attore per annunciare il lancio di Charlemagne – The Omens of Death.  Scritto e registrato dall’attuale chitarrista dei Judas Priest Richie Faulkner, il disco è la seconda parte di un ambizioso concept che narra le vicende di Carlo Magno e che è nato nel 2010 con l’album Charlemagne: By The Sword And The Cross. Non esattamente la news che ci si aspetta di dare parlando di un attore di questa caratura (ma soprattutto di questa età), eppure è tutto vero. D’altra parte, come racconta Faulkner a Empire, «alcune canzoni all’inizio non avevano neanche la musica, erano solo registrazioni di Sir Lee che cantava. Era strano starsene in casa tutto solo ad ascoltare Saruman che canta a tutto volume! Chissà cos’avranno pensato i vicini…».

Aulë il fabbro

Continua la nostra rassegna sui Valar. Quest’oggi è la volta di Aulë, uno degli otto Aratar.

Egli è detto il Fabbro nelle varie lingue della Terra di Mezzo, ma i Nani lo chiamano anche Mahal, che significa “il Grande”. Questo epiteto, per vari motivi che vedremo i nquesto breve articolo, risulta certamente appropriato al personaggio. Egli è inoltre considerato particolarmente affezionato a tutto ciò che riguarda la terra ed i metalli. Durante la creazione di Arda infatti, Aulë fu per lo più impegnato nella creazione dei continenti e delle montagne. Sue creazioni sono le Due Lampade, che prima dei Due Alberi furono le luci di Arda. Dalle mani di Aulë furono creati anche la catena con la quale venne imprigionato Melkor, Angainor, e i vascelli del Sole e della Luna. In particolare Angainor fu il suo capolavoro e venne chiamata così perchè in Quenya il suo nome significa proprio “colei che opprime”, per il compito che ebbe di tattenere il Signore del male nelle aule di Mandos. Sua sposa è Yvanna Kementàri, di cui abbiamo trattato poco tempo fa.

Il carattere di Aulë è forse il più particolare fra quelli di tutti i Valar, poiché è il più simile a quello di Melkor: a differenza di questi, tuttavia, egli non divenne malvagio. La sua passione per creare cose nuove nel nome di Eru lo spinse ad ideare una propria razza, i Nani, nell’attesa che apparissero i Figli di Ilùvatar. Quest’ultimo però sapeva della creazione della nuova razza, e lo ammonì per la sua opera; mettendolo alla prova, riconosce la sua fedeltà e accetta di avere le creature come figli adottivi, dandogli coscienza e vita. Se infatti non avesse accettato i Nani sarebbero stati semplici fantocci nelle mani di Aulë.

Eru aveva però disposto che gli Elfi sarebbero dovuti essere i primi a giungere in Arda, e quindi ordinò ad Aulë di nascondere i sette Padri dei Nani in luoghi remoti dove avrebbero dovuto attendere un momento più adatto per il loro risveglio. I Nani credono che Aulë riservi un posto anche per loro nelle Aule di Mandos e che, dopo l’Ultima Battaglia, egli li richiamerà a lui per aiutarlo a ricostruire il mondo.

È da notare che Sauron e Saruman, i più forti nemici della Terza Era, erano in origine aiutanti di Aulë, per poi divenire malvagi e bramosi di potere.

Quando gli Elfi giunsero a Valinor, i Noldor furono coloro che più rimasero affascinati dalle arti di Aulë. Feanor fu il suo più grande allievo, che grazie ai suoi insegnamenti raggiunse le più alte vette dell’arte creando i Silmaril, le tre preziose gemme al centro di tutta la narrazione del Silmarillion. Durante l’Esilio dei Noldor, quelli che ritornarono in Valinor seguendo Finarfin chiamarono se stessi Aulendur, Seguaci di Aulë.

 

simonebocchetta

Qui all'ombra si sta bene (A. Camus, Opere, p. 1131)

The Flame Imperishable

A blog about Tolkien, St. Thomas, and other purveyors of the Philosophia Perennis.

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