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I segreti digitali de “Lo Hobbit”

Una chicca per gli appassionati di cinema ed in particolar modo per chi voglia capire meglio come funzionano gli effetti speciali de “Lo Hobbit”. Alcuni mesi fa la Weta Digital, compagnia occupatasi della realizzazione in digitale del film ispirato alle avventure di Bilbo Baggins, ha realizzato un interessante filmato che mostra le varie fasi di realizzazione degli effetti digitali.

Per leggere l’articolo di theonering.com cliccate qui

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Tales from the cards

Imazzi di carte speciali hanno esplorato con la loro produzione quasi tutto il mondo della fantascienza, del fantasy, dei manga e non solo. Ogni storia sembra adatta a dare personaggi che si adattino a giochi di ruolo, anche quando questi prendono la forma delle carte.

Sul blog Tales from the cards è possibile trovare una rassegna di carte da gioco per gli appassionati del genere fantasy, in particolare riguardanti i personaggi de lo Hobbit.

Certamente a non tutti i puristi potrebbe piacere la notizia, ma anch’essa fa parte del mondo che comprende Tolkien e le sue opere, o meglio, il mondo delle imitazioni, dei gadgets che, comunque, testimonia la fortuna dei libri del professore.

houses of the dead

Notizie da Peter Jackson sulle ultime riprese de “Lo Hobbit”

Peter Jackson un paio d’ore fa ha postato sulla propria pagina facebook una propria foto con Ian Mckellen nelle vesti di Gandalf, annunciando le ultime riprese de “Lo Hobbit”. Una buona notizia per tutti gli amanti delle versioni cinematografiche delle opere di Tolkien dirette dal regista neozelandese!

Foto: Back on set for our last Hobbit pick ups. Our last ever Tolkien pick ups, in fact. It's going to be an intense few weeks, but we're looking forward to shooting some powerful scenes with our great cast. Our next blog is coming soon!

Back on set for our last Hobbit pick ups. Our last ever Tolkien pick ups, in fact. It’s going to be an intense few weeks, but we’re looking forward to shooting some powerful scenes with our great cast. Our next blog is coming soon!

Pagina facebook di Peter Jackson

Il Vecchio Tobia, tolkien, gli hobbit, la pipa

L’erba pipa, come ogni appassionato di Tolkien deve sapere, è coltivata e fumata dagli Hobbit della contea, ma non dispiace anche agli uomini e agli stregoni. Questo prodotto è l’unica cosa che rende famosa la contea all’estero, che per il resto è semplicemente una terra di cui nessuno si cura veramente.

E’ interessante notare come sia “Il Signore degli anelli” che la Marijuana siano stati conosciuti dal grande pubblico negli anni ’60 e ’70 del novecento. E subito tra i conoscitori di entrambi erano scattati strani meccanismi che associavano il fumare ricreativo di Gandalf all’uso “ricreativo” della di questa droga. Come se non bastasse, molti, dopo aver visto i film di Peter Jackson dal 2001 in poi si sono chiesti cosa sia veramente l’erba fumata da Gandalf in molte scene del film, con la quale riesce anche a creare, dalla pipa, la figura di un galeone in una celebre scena de “La compagnia dell’anello”.

E allora dobbiamo cercare di chiarire cosa sia veramente il nostro “Vecchio Tobia” che tanto ci incuriosisce.

Bisogna proprio partire dalle abitudini di Tolkien per capire come mai egli abbia inventato l’Erba Pipa. L’autore infatti era un fumatore di pipa di tutto rispetto. Esistono molti documenti che testimoniano questo fatto, mostrandolo con in bocca la propria pipa. Inoltre egli si identificava con gli Hobbit, e forse per questo gli sono riusciti così simpatici e paciosi. Diceva spesso di essere un Hobbit di taglia larga!
Dunque come a lui piaceva fumare Tabacco, fece sì che la sua razza preferita della terra di mezzo fumasse la pipa.

Qualcuno potrebbe chiedersi “ma è veramente tabacco quello che gli Hobbit mettevano nelle pipe?”

Se a convincervi non basta il fatto che Tolkien fumasse tabacco, e che l’erba pipa sia semplicemente un “tabacco del fantasy”, dobbiamo analizzare iche ruolo avesse la marijuana quando le opere di Tolkien furono scritte. Se è vero che tale droga è conosciuta da tempi antichissimi, non è probabile che nel contesto sociale dell’epoca degli studi di Tolkien fosse così popolare. Egli probabilmente non la conosceva, pur essendo uno studente, e comunque non avrebbe potuto prevederne la successiva popolarità nel mondo.

 

Se ancora non siete convinti, guardiamo ai fatti. Basta leggere il prologo de “Il Signore degli anelli”, in cui Tolkien parla delle abitudini degli Hobbit, per capire cosa sia veramente l’Erba Pipa.

 “There is another astonishing thing about Hobbits of old that must be mentioned, an astonishing habit: they imbibed or inhaled, through pipes of clay or wood, the smoke of the burning leaves of a herb, which they called pipe-weed or leaf, a variety probably of Nicotiana. A great deal of mystery surrounds the origin of this particular custom, or ‘art’ as the Hobbits preferred to call it.”

Nicotiana” è la parola che costituisce la prova che il professore di Oxford pensasse semplicemente al tabacco, ma preferì dargli un altro nome più consono alle usanze degli hobbit e della contea.

Nelle interpretazioni cinematografiche di Peter Jackson l’interpretazione del fumanre l’erba pipa sembra prendere una piega più “rilassata” e, vagamente, da fumatori di marijuana. Lo si vede ad esempio in alcune scene con Merry e Pipino impegnati a fumare nella trilogia de “Il Signore degli Anelli” o nella scena del primo film de “Lo Hobbit” in cui Gandalf invita Radagast a fumare per rilassarsi. Lo sguardo di Radagast è abbastanza eloquente in merito.

Anche Saruman, che disprezza gli hobbit e cerca di distruggere la contea, apprezza però l’Erbe Pipa e ne fa uso. Nei “Racconti Incompiuti” è Gandalf a darci qualche notizia in merito.

“Both the silence and the smoke seemed greatly to annoy Saruman, and before the Council dispersed he said to Gandalf: ‘When weighty matters are in debate, Mithrandir, I wonder a little that you should play with your toys of fire and smoke, while others are in earnest speech.’

But Gandalf laughed, and replied: ‘You would not wonder, if you used this herb yourself. You might find that smoke blown out cleared your mind of shadows within. Anyway it gives patience, to listen to error without anger. But it is not one of my toys. It is an art of the Little People away in the West  merry and worthy folk, though not of much account, perhaps, in your high policies.’

Quindi esattamente cosa è questa Erba Pipa? In un mondo Fantasy come quello di Arda e della Terra di Mezzo non possiamo identificare cosa sia. Possiamo solo dedurre che Tolkien la attribuì agli hobbit, rednendoli un po’ più simili a sè stesso anche nel carattere di sobri fumatori di pipa.

Detto questo traete pure le vostre conclusioni e criticate pure questo articolo liberamente, ma ricordate: anche Saruman, nemico giurato degli hobbit, in segreto ne apprezzava l’Erba Pipa, da lui acquistata proprio nella contea.

My Middle Earth, il social del fantasy

Qualche giorno fa, passeggiando per Milano con un amico esperto di social, ci dicevamo che doveva pur esistere un social network dedicato agli amanti del fantasy. Dopo accurate ricerche mi sono imbattuto questo pomeriggio proprio nel social che avevamo in mente! Si chiama “My Middle Earth” ed è in lingua inglese. La registrazione è gratuita e consente di creare un proprio blog collegato a Middle Earth Network! Questo è tutto quello che per ora ho capito. Nei prossimi giorni vi aggiornerò meglio! Inutile dire che mi sono già iscritto!
Un invito a tutti a dare un’occhiata!

MyMiddle-earth homepage

Ombromanto

Tra i personaggi più eleganti e nobili del mondo di Arda certamente i cavalli meritano un posto di tutto rispetto. Essi sono al centro della vita di un intero popolo (gli abitanti di Rohan) che è detto proprio a motivo di questo rapporto speciale il popolo dei “signori dei cavalli”.

 

Il più potente di questi animali è Ombromanto, il più grande di tutti i Principi dei cavalli (Mearas). Egli viene domto da Gandalf e a malincuore donatogli da re Théoden. Secondo le leggende i Mearas vengono portati nella Terra di Mezzo da Orome (il Vala cacciatore che soprì gli Elfi al loro risveglio) da Valinor alla Terra di mezzo. Il primo dei Mearas ad essere ricordato per le se gesta fu Félaròf, il cavallo di Eorl il Giovane. Eorl fu il primo re di Rohan

Español: Bandera de Rohan, reino de la Tierra ...

Español: Bandera de Rohan, reino de la Tierra Media de J. R. R. Tolkien. (Photo credit: Wikipedia)

e regnò dal 2510 al 2545 della Terza Era. Fu il vero eroe della battagli dei Campi del Celebrant, combattuta dal regno di Gondor; in tale occasione il suo arrivo fu inaspettato e provvidenziale. Per l’aiuto dato a Gondor gli furono donate tutte le terre del Calenardhon da Cirion, uno dei sovrintendenti di Gondor. Proprio in queste terre Eorl il Giovane (questo aggettivo gli veniva per la tenera età in cui si trovava a questi avvenimenti, appena sedici anni) condusse la migrazione della sua gente  creando il reame di Rohan, e diventandone primo Re. In seguito formulò il Giuramento di Eorl a Cirion

. Il suo destriero fu appunto Félaròf, che in realtà fu un cavallo difficile da domare. Il padre di Eorl, Lèod, tentò infatti di addomesticare lo stallone, ma questi, imbizzarritosi, lo gettò su uno sperone di roccia, uccidendolo.

Eorl inseguì a lungo l’animale e, raggiuntolo, non lo uccise, ma lo domò e lo nominò Flagello. Da quel mometo la stirpe di Félaròf non accettò altri padroni che la casa di Eorl, fatta una unica eccezione per Ombromanto.

 

Infatti ques’ultimo, discendente di Félaròf, fu dello stesso carattere indoabile finchè non conobbe Mitrandir (Gandalf)

 

Ian McKellen as Gandalf in Peter Jackson's liv...

Ian McKellen as Gandalf in Peter Jackson’s live-action version of The Lord of the Rings. (Photo credit: Wikipedia)

che lo ebbe in prestito per alcuni mesi, e poi in dono. Le uniche persone che poterono cavalcare Ombromanto oltre allo stregone furono Peregrino Tuc e il nano Gimli durante un breve periodo durante la guerra dell’Anello. Tuttavia in entrambi i casi fu Gandalf stesso a tenere le redini del cavallo. Inoltre egli non lo sellò mai, ma lo cavalcò sempre a pelo. Ombromanto fu un cavallo seza paura ed il più veloce della Tezza di Mezzo.

 

Alla fine della guerra dell’Anello egli raggiuinse Valinor assieme al suo padrone, secondo le indicazioni date da Tolkien in un epilogo postumo al romanzo ed in alcune lettere. Nel “Signore degli anelli” lo troviamo solo accennato come un grande “cavallo grigio” accanto a Gandalf ai porti grigi prima della partenza. Un altro accenno a questo lo si trova nel capitolo “Il cavaliere bianco”, quando Gandalf promette che Ombromanto e lui non si separeranno più.

 

Tutti ricorderanno la splendida interpretazione di Ombromanto data da Peter Jackson nei suoi film, dove il cavallo è interpretato da due stalloni andalusi.

Ombromanto nel film Le due Torri di Peter Jackson

 

The Middle Earth Weekend 2013

I prossimi sabato e domenica saranno dedicati in Inghilterra, a Birmingham, alla celebrazione del Middle Earth Weekend. L’iniziativa, possibilie grazie all’impegno di molti volontari, prevede moltissime attività e divertimenti. Non sarà forse proprio possibile partecipare, ma possiamo sperare che qualcosa di simile possa nascere anche dalle parti di casa nostra. A questo link tutte le informazioni sull’evento.

Jakson’s Smaug!

Da più di un anno tutti gli appassionati del Tolkien cinematografico si chiedono come sarà Smaug, il grande drago usurpatore del regno sotto la montagna solitaria. Il sito http://www.hobbitfilm.it ce ne fornisce una immagine possibile. Sarà questo l’aspetto del drago? Non resta che aspettare e vedere!

www.hobbitfilm.it

Tolkien e il busto di bronzo

Una curiosa lettera (la n° 288) in cui Tolkien parla del busto che lo rappresenta, ancora oggi collocato a Oxford.
 To Professor Norman Davis

[The English Faculty of Oxford University wished to acquire a bust of Tolkien by his daughter-in-law Faith. The bust was duly presented to them, and now stands in the English Faculty Library.]

10 May 1966
76 Sandfield Road,
Headington, Oxford
Dear Norman,
I feel much honoured, and so also does my daughter-in-law (the sculptress), by the Faculty’s wish to place the bust of me in the English Library in some prominent position – if on second thoughts you do not think a storied urn would be better. I shall be most leased to present it to the Faculty.
It occurs to me that the plaster bust is ra ther fragile and very easily damaged. I suggest, therefore, that I should have it cast in bronze for presentation (at my own cost). I have already referred the matter to the sculptress who knows how these things are done.
Once in bronze it would then be unaffected by any dignities or indignities offered to it. I often used to hang my hat on the Tsar of Russia’s bust, which he graciously presented to Merton.
Yours ever,
Ronald.

E.L.F.

Con il primo post di oggi torniamo ad occuparci di lingue tolkieniane. Saltando di link in link e di sito in sito ho trovato qualcosa di interessante. Il sito della E.L.F. (Elvish Linguistic Fellowship), che si autodefinisce come un gruppo specialistico di studio appartenente alla Mythopoieic Society, la quale si occupa dello studio e della diffusione dell’opera degli Inklings (il circolo letterario dell’università di Oxford di cui fece parte anche Tolkien).

Il sito, molto ben organizzato, è in lingua inglese e porta sul web l’opera di questo gruppo di studiosi che, oltre ad occuparsi delle lingue di Arda, portano sul mercato pubblicazioni come volumi e alcune riviste (Vinyar Tengwar, Parma Eldalamberon ). Il gruppo cura anche il giornale on line Tengwestië.

Con un menù ben organizzato il sito offre la possibilità non solo di accedere a studi sulle lingue Tolkieniane, ma anche di accostarsi alle lingue che il professore utilizzò per costruirle. Ad esempio molto ampia è la sezione dedicata all’indo-europeo, al Greco, al Latino, alla storia della lingua e alla linguistica generale. Sono certamente strumenti un poco specialistici ma utili per chiunque voglia accostare con serietà questo vero e proprio universo.

Si trovano poi le sezioni dedicate alle tre riviste, una espressamente creata per gli errata corrige, e il link per il giornale on line Tengwestie (il nome in Quenya sta per “lingua”).

Altro link interessante è quello che conduce alla pagina della mailing list intitolata Lambengolmor.

A tutti gli appassionati di Elfico auguro buona lettura!

 

simonebocchetta

Qui all'ombra si sta bene (A. Camus, Opere, p. 1131)

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