Radagast il bruno

Nella serie delle schede sui personaggi che voglio proporre penso che personaggi interessanti siano gli stregoni. Sia per il modo in cui l’autore costruisce questi personaggi, sia per le figure che egli è riuscito ad ispirare. Basti pensare allo straordinario Ian Mckellen interpretante Gandalf ne “Il Signore degli anelli” e “Lo Hobbit”. Ma di fronte ad una figura così conosciuta preferisco volgere l’attenzione agli altri stregoni di Arda, primo fra tutti Radagast il Bruno, oggi un po’ più noto per la sua apparizione nel primo film della trilogia de “Lo Hobbit”. A dire il vero questo personaggio nel libro è solo nominato da Gandalf, mentre nella versione di Peter Jackson si ritaglia uno spazio tutto suo. Ma veniamo nello specifico al nostro personaggio.

Radagast viene appunto menzionato da Gandalf nel romanzo “Lo Hobbit”.

All’interno del corpus dello scrittore, Radagast si distingue come uno dei membri del Bianco Consiglio, l’alto comando dei Popoli Liberi nella Terra di Mezzo, insieme a Saruman e Gandalf, suo grande amico. È un grande amante degli animali della Terra di Mezzo, ma è anche esperto in moltissime arti magiche.

Fra le altre opere, Radagast viene citato nei Racconti Incompiuti, nei quali vengono aggiunti dettagli sulla sua origine e alcuni fatti antecedenti la trama de Il Signore degli Anelli. Ne Il Silmarillion, invece, vengono aggiunti dettagli sulle dinamiche del Bianco Consiglio durante la storia de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit.

Origine

Radagast appartiene all’ordine degli Istari o Stregoni, spiriti della stessa essenza dei Valar, ma dotati di poteri minori. In uno scritto, riportato nei “Racconti incompiuti”, Tolkien dice che fu la Vala Yvanna ad obbligare Saruman ad accettare Radagast come compagno di viaggio. Tuttavia, Saruman arrivò per primo e da solo nella Terra di Mezzo, mentre Radagast giunse per quarto contemporaneamente a Gandalf.

Gli Istari, incarnati in corpi di Uomini, vennero inviati dai Valar per contrastare la malvagità proveniente da Est. Radagast fa il suo arrivo nella Terra di mezzo all’inizio dell’XI secolo della Terza Era, quarto tra tutti gli Istari, per aiutare e sostenere coloro che si opponessero a Sauron. Durante il tempo trascorso nella Terra di Mezzo, però, Radagast si innamorò dei molti animali del suolo dell’aria che vivevano nella Terra di Mezzo, e abbandonò la sua missione per trascorrere i suoi giorni tra le creature selvatiche. Da quel giorno, egli si stanziò a Rhosgobel, al limitare occidentale del Bosco Atro, vicino ai Campi Iridati sul fiume Anduin dove conobbe il mutapelle Beorn, il quale lo vedeva ogni tanto girovagare nei pressi della sua dimora.

Ne “Lo Hobbit”, Radagast è menzionato da Gandalf nel momento in cui lo stregone ha la sua prima discussione con Beorn. In questa occasione, Gandalf definisce Radagast come suo “cugino”. Nelle Appendici de “Il signore degli anelli” viene rivelato che, durante i fatti de Lo Hobbit, Radagast si è recato al Bianco Consiglio per decidere se attaccare Dol Guldur, fortezza di Sauron. Successivamente, Radagast utilizzò uccelli e bestie come spie per conto di Saruman, ignaro del tradimento di quest’ultimo.

All’inizio de “Il Signore degli Anelli”, ambientato quasi ottant’anni dopo il termine de Lo Hobbit, Radagast viene usato inconsapevolmente da Saruman (che nel frattempo ha tradito gli altri stregoni, volendo il potere dell’Anello per sé) per attirare Gandalf ad Orthanc, dove verrà catturato. Ad ogni modo, sempre inconsapevolmente, Radagast rese anche possibile la fuga di Gandalf informando le Aquile del suo viaggio verso Isengard.

Non si sa quando o se abbia lasciato la Terra di Mezzo: Tolkien scrive che fallì la sua missione come Stregone perché si perse nella sua ossessione verso gli animali e le piante. Tolkien scrisse anche che il fallimento di Radagast non era grande come quello di Saruman, e che era possibile pertanto un suo ritorno nelle Terre Immortali.

Descrizioni e carattere

Tolkien non ci dà una descrizione dettagliata del personaggio. L’unica informazione fisica risale a I racconti incompiuti, nel quale l’autore scrive che Radagast indossava un vestito di «terra bruciata», motivo per il quale viene dunque chiamato Radagast il Bruno.

Tolkien fornisce invece una descrizione marcata della personalità di Radagast. Ne Lo Hobbit, Beorn definisce il personaggio «non tanto malaccio per uno stegone», mentre Gandalf, lo descrive come uno «stregone di grande valore, maestro nelle forme e nelle variazioni dei colori, esperto in erbe e bestie, e amico soprattutto degli uccelli». Sebbene abbia tutte queste qualità, Tolkien sottolinea che il personaggio, rispetto a Saruman e Gandalf, è uno stregone di assai minore potenza e sapienza.

Già abbiamo detto più volte dell’amore per gli animali nutrito da quersto personaggio che nella versione cinematografica risulta alquanto pittoresco. Le creature a cui è più devoto sono senza dubbio gli uccelli, specialmente le fantastiche Aquile, che in più di una occasione ognuno di noi ha visto salvare la situazione. Nel progredire della sua permanenza nella Terra di Mezzo, però, questa passione, inevitabilmente, si sostituirà alla missione originaria del personaggio come inviato dei Valar; Radagast, dunque, tralascerà di salvaguardare gli Elfi, gli Uomini ed i popoli liberi dalla minaccia di Sauron. Tuttavia sarà spesso inconsapevolmente mezzo della vittoria del bene.

Ma questo comportamento è comprensibile. Infatti Radagast è un Maiar, un essere “angelico”, che tuttavia è soggetto alle debolezze degli esseri umani; lo troviamo ben descritto da Tolkien in una sua lettera all’editore Michael Straight: «[questi stregoni sono] anche… coinvolti nel pericolo dell’incarnazione: la possibilità della “caduta”, del peccato, se vuoi». In effetti, Radagast non sarà l’unico a disobbedire al suo compito. Infatti anche Saruman abbandonerà la sua missione e si lascerà corrompere dall’Unico Anello, mentre gli Stregoni Blu scompariranno misteriosamente. L’unico Maiar che resterà fedele fino in fondo alla sua missione sarà Galdalf, che seppur tentato dall’Anello, non lo vorrà per non avere tra le mani uno strumento tanto potente e pericoloso.

Nonostante sia un personaggio minore nelle opere di Tolkien e di cui si sa ben poco, John D. Rateliff, critico di Tolkien, ha espresso il proprio parere sul personaggio e lo ha definito molto simile a Gandalf per sapienza e intelligenza. Tuttavia, Radagast risulta molto più debole di Gandalf, il quale è peraltro molto più famoso nella Terra di Mezzo per le sue vittorie ai danni di Sauron.

Nomi

Lo stregone nel linguaggio degli uomini è chiamato Radagast il Bruno (l’aggettivo è dovuto alla sua veste marrone scuro). In Ovestron (la “lingua di koinè” o se si preferisce “la lingua comune” di Arda ai tempi del Signore degli anelli) Radagast significa “custode di bestie”. In anni successivi alla srittura delle sue opere più importanti Tolkien scrisse in una nota che il nome ebbe origine tra gli uomini delle Valli dell’Anduin.

Diverse sono le ipotesi su come Tolkien abbia potuto trarre questo nome e darlo al suo personaggio. Esso potrebbe derivare dall’inglese antico, e di conseguenza avere diverse interpretazioni. La parola gast, o gæst, o giest significa “ospite” (in inglese moderno guest). Con una diversa inflessione, gāst significa “fantasma”, “spirito”, “angelo” (in inglese moderno ghost). L’elemento rad invece potrebbe derivare da rudu, che significa “rossastro”, o da Hræd, che significa “rapido”. John D. Rateliff afferma che il nome Radagast potrebbe derivare o dalla divinità slava Rodigost oppure dal condottiero ostrogoto Radagaiso.

Il vero nome di Radagast è Aiwendil (pronuncia: /aɪˈwendil]/) è il nome usato a Valinor. In Quenya significa “amico degli uccelli”. L’etimologia risale infatti alla radice Aiwe che significa “uccello” e “ndil” che significa “amico di”.

Poteri

Radagast è membro del popolo di Yvanna, e come tale possiede una grande conoscenza di piante, erbe e animali, coi quelio riesce a parlare. Amico in particolare delle grandi aquile.

Pubblicato il maggio 8, 2013, in Guide, Libri, lingue, Lo Hobbit, Personaggi con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

simonebocchetta

Qui all'ombra si sta bene (A. Camus, Opere, p. 1131)

The Flame Imperishable

A blog about Tolkien, St. Thomas, and other purveyors of the Philosophia Perennis.

Notes & Commentaries

"Lange sceal leornian se þe læran sceal." - Homilies of Ælfric

Racconti della Controra

Rebecca Lena Stories

The Corner Of Culture

Raising the standards of the 21st Century

Calvin's Book Block

4TH avenue, book street

Italia, io ci sono.

Diamo il giusto peso alla nostra Cultura!

farefuorilamedusa

romanzo a puntate di Ben Apfel

Tales from the Cards

A Lord of the Rings LCG Blog

FarOVale

Hearts on Earth

Yggdrasil

folklore, fiabe, miti, storia, alchimia, magia

viaggioperviandantipazienti

My life in books. The books of my life

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: