Beorn

Beorn è una parola che deriva dall’inglese antico. Significava uomo, guerriero. Ori­ginariamente però significava orso (bear) ed infatti è in orso che Beorn si trasforma. “talvolta” secondo le parole di Gandalf in “Lo Hobbit” “è un grande orso nero, talvolta è un uomo forte dai capelli neri con due grosse brac­cia e una gran barba”. Secondo alcuni, Beorn era un discendente degli antichi, grandissimi orsi che vivevano sulle montagne prima dell’arrivo dei giganti.  Secondo altri invece sarebbe stato un discendente degli uomini che vive­vano lì prima dell’arrivo dei Draghi e degli Orchi. Qualunque fosse la sua origine Beorn era un uomo – almeno quando in questa forma appariva – im­ponente e di maniere rudi, ma con un gran cuore. Dopo aver ospitato Gan­dalf, lo hobbit Bilbo Baggins ed i nani nella sua casa ed averli sfamati, in­fatti, prestò loro i suoi amatissimi pony (impedendone però il loro ingres­so nel Bosco Atro e, a detta di Gandalf e Bilbo, sincerandosene seguen­doli in forma di orso). Grandissimo nemico degli Orchi partecipò da solo – in forma di orso terrificante – alla Battaglia dei Cinque Eserciti. Quando anche l’intervento delle Aquile sembrava insufficiente, quando Bilbo era ormai svenuto ed introvabile, quando Thorin, abbandonati momentanea­mente i suoi interessi personali si era lanciato in battaglia chiamando a sé elfi e uomini, rimanendo però gravemente ferito, allora Beorn comparve solo e immenso e gli alberi tremarono al suo profondo verso. Sollevò il cor­po dell’eroico figlio di Thnàin trafitto dalle lance e lo trasse fuori dalla mi­schia; poi, con furia raddoppiata, afferrò Bolg e lo fece a pezzi gettando lo scompiglio tra le file degli orchi e capovolgendo le sorti della battaglia. Altrove è narrato come quella vittoria e la salvezza di Bilbo Baggins cam­biarono le sorti della Terra di Mezzo.

Un suo discendente prese parte alla Guerra dell’Anello, ma su di lui calò il sipario. Probabilmente tornò alle sue montagne, verosimilmente anche lui morì, ma di più non ci è dato sapere.

Pubblicato il aprile 20, 2013 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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